Le Mans 1995:

quella volta in cui il WD-40 fece vincere Mclaren

Nel 1995 la McLaren F1 è l’auto stradale più incredibile del mondo, ma non vende quanto dovrebbe. Per dare una scossa al mercato, McLaren decide di scendere in pista alla 24h di Le Mans con la F1 contro i velocissimi prototipi. Come in tutte le favole però, quando le cose si mettono male, appare il supereroe più unto della storia a risolvere i problemi: Mister WD40 …

22 dicembre 2020| scritto e pensato dalla mente malata di M.Carito | editato e corretto dal pensiero distorto di Gabry

Nel 1995 la McLaren F1 di Gordon Murray è l’auto più incredibile che il mondo abbia mai visto. Non che adesso sia una Panda Van, ma per l’epoca sembrava un’astronave: velocissima, potentissima, costosissima, “issima” in tutto. Con un mezzo del genere in mano e freschi della vittoria nel campionato BPR GT1 Endurance Series con 10 vittorie su 12 gare, la McLaren decide di partecipare alla 63° edizione della endurance più famosa: la 24h di Le Mans. Ma essere la più veloce su strada non conta in pista, dove ci sono auto ancora più specializzate. Quindi, onde evitare figuracce, la Casa sceglie di partecipare in modalità stealth, per poter dire di non essersi impegnata ufficialmente nel caso la gara si riveli un fallimento. Il piano è di fornire alcune neonate F1 GTR ad alcuni selezionati team “privati”, in realtà formati per buona parte da uomini McLaren. Oltre a questo si decide di effettuare dei test semi-ufficiali per correggere eventuali bug e non trovarsi con pezzi di motore BMW V12 (o di qualunque altra cosa) sparsi per la Francia. C’è un motivo per questo “profilo basso”: alla partenza, la F1 si troverà almeno tre team avversari più veloci. Si tratta dei prototipi Courage Porsche, Kremer e Wr Peugeot, vetture da corsa che hanno una velocità di percorrenza curva più elevata, fondamentale a Le Mans. Il Circuito di Le Mans sembra una tangenziale in Pianura Padana con medie velocistiche folli intervallate da curve ad “esse”, unico punto in cui si può fare effettivamente la differenza.

Uno di questi team McLaren ha il nome di un cattivo da manga giapponese: Kokusai Kaihatsu Racing. Lo sponsor è la Ueno Clinic, una clinica di chirurgia plastica. A capo del Team un uomo McLaren, Lanzante. Capo meccanico, Graham Humprys. Il team di piloti è composto dal finlandese J.J. Letho, appena rimessosi da una frattura al collo in seguito all’incidente sulla Benetton di F1, il giapponese Masanori Sekiya e il francese bi-campione a Le Mans Yannick Dalmas. L’esemplare che guideranno, verniciata di nero opaco, telaio n° 01R, è lo stesso usato per i test e che inizialmente non doveva essere usato per gareggiare.

Mclaren F1 Ueno Clinic
Color Batmobile

Durante le prove libere la F1 GTR Ueno Clinic (n°59) colleziona problemi: il tranquillissimo J.J., amato da tutti i meccanici del team per il suo stile di guida “o la va o la spacco”, rompe diversi braccetti saltando sui cordoli e manda fuori giri il motore v12 BMW. Poco male, direte voi. Eh, non è così semplice: per i tecnici BMW un motore mandato oltre 9000 giri non è più affidabile, e che per tutte le F1 in gara ci sia un solo (1) motore di riserva. Per chiedere l’unico motore disponibile (in cambio di quello “rodato” da J.J.) serve una telefonata del nostro Graham al disponibilissimo Ron Dennis in sede. Grazie a ciò, Letho si guadagna l’amore anche dagli altri team McLaren, che sanno di non avere un altro motore a disposizione. C’è anche un altro problemino, riscontrato su tutte le GTR: un’incertezza del cambio tra la terza e la quarta. Problema riscontrato da tutti tranne che da J.J.: per lui il cambio va benissimo così. Dopo aver indagato nel cambio si scopre che la forcella del selettore ed il sincronizzatore sono delicati e si danneggiano facilmente. Insomma a pochissime ore dalla partenza la n°59 è pronta con motore e cambio nuovi di pacca. Resta l’incognita di un cambio fragile, ma vale per tutte le GTR. L’ottimismo è il profumo della vita.

il biondissimo JJ Letho
JJ Letho in DTM, notare lo stile…

Come da programma, le due WR Peugeot partono prima e seconda (quasi 400 km/h di velocità massima, non male dai), seguite dalle due Courage (la n°13 guidata da “Super Mario Andretti”) e da una Kremer. Troviamo prima della prima F1 anche tre “machissime” Ferrari F40 LM. La nostra n°59 partirà in 9° posizione, grazie ad un giro veloce e senza stress di Letho.

le Wr Peugeot.
la Courage guidata da Mario Andretti

La gara parte asciutta, stranamente, perché l’edizione del 1995 della 24h sarà la più bagnata della storia: pioverà per 17 ore delle 24 di gara, come a Pasquetta. I prototipi allungano da subito, troppo veloci per le vetture di derivazione GT. La migliore delle GTR per ora è la bianca West Fm. La “nostra” n°59 Ueno per ora resta dietro alle F40LM.

Dopo circa un’ora inizia a piovere e non smetterà praticamente mai fino al termine della gara, e questo cambia tutto. Le vetture GT riescono a sfruttare il proprio potenziale meglio dei prototipi, che perdono tutto il vantaggio tecnico e nei settori più guidati diventano “difficili”. “Difficili” è un eufemismo: nel tardo pomeriggio e nella notte le Wr vengono escono di strada ripetutamente ed alla fine si ritirano. Stessa sorte sembra toccare anche alle Courage, Andretti riesce in un mezzo miracolo e dopo aver sbattuto riporta la propria n°13 ai box senza alettone e con il muso “modificato” dalle gomme di protezione a bordo pista. Rimane un solo prototipo, Kremer, a battagliare per le prime posizioni in mezzo allo sciame di McLaren F1: le GTR dei team West Fm, Gulf, MachOne, BBA e Giroix si alternano nelle primissime posizioni. La nostra n°59 li segue da vicino. Sembra andare tutto alla grande per la McLaren quando anche l’ultima Kremer inizia a perdere terreno. Tutto ok quindi per la F1, giusto? Eh, insomma. Alle 4 del mattino suona il primo campanello di allarme in casa McLaren. La GTR West Fm, in questo momento in testa alla gara, di ferma ai box a causa del cambio. Ops. Frizione nuova e si riparte, ma una quaranta minuti dopo, per poi sbattere e ritirarsi 4 giri più tardi. Tutto il box McLaren, a questo punto, lavora con una sola mano mentre con l’altra si tiene i gioielli di famiglia.

Graham, osservando la GTR n°59 durante una sosta, vede i tiranti della scatola del cambio impastati di terra e fango e capisce che questo potrebbe portare a peggiorare il difetto al cambio. La pioggia, l’alleato delle GT e lo svantaggio dei prototipi, sta ora diventando un problema anche per la F1.

Pioggia? Fango? Noooo….

Al tramonto la GTR MachOne prende la testa, guidando nella notte senza spazzola tergicristallo. Oltre i 200km\h pare che la pioggia scivoli sul parabrezza e non sia più un problema...

In tutto questo, tra prototipi che piagnucolano e le altre GT che sbattono e si rompono, durante la notte la GTR n°59 si piazza prima. Letho, chi altro, il terrore degli ingegneri, gira nella notte venti secondi più veloce di chiunque altro. Si, VENTI. Le McLaren sono anche 2°, il 4° ed il 5° posto, con al 3° posto la Courage di Andretti rimasta aggrappata alle posizioni che contano nonostante tutto. Tutto ok quindi? No.

All’alba tutte le McLaren si ritrovano con problemi al cambio sempre più gravi. C’è bisogno del colpo di genio. Come intervenire sul cambio senza buttare via una gara che si è messa inaspettatamente? Come detto, Graham ha già notato che i link della scatola del cambio sono impastati di fango. Ordina quindi al team di pompare sui link e DENTRO la scatola del cambio attraverso i fori presenti più olio WD40 possibile. A damigiane. Mentre cambiano il pilota? Vai di WD40. Mentre sostituiscono le gomme? Dentro, litri di WD40. Mentre si fa benzina? Che ve lo dico a fare? WD40. Il pilota non entra nel sedile? Lo spalmano di WD40.

Graham, che è un generoso, trasmette il consiglio anche agli altri team McLaren. Produzioni intere di WD40 vengono spruzzate su tutto ciò che può avere a che fare con il cambio. Tipo il verderame nell’orto. Funziona! Il cambio sembra reggere, chilometro dopo chilometro e anzi migliora.

Durante un pit-stop, nel primo pomeriggio, la GTR MachOne supera la n°59 e si porta in testa, ma a due ore dalla bandiera a scacchi si ferma per problemi al cambio (ok l’olio, ma i miracoli sono un'altra cosa) e perde la posizione. Riparte terza ancora più unta. La ormai sporchissima n°59 si ritrova quindi prima. J.J., ai box, rompe una sedia dondolandosi, tanto per mantenersi sveglio. Ogni tanto smette di piovere e quando succede la Courage inizia a rosicchiare secondi su secondi sulle F1, ma oggi non è giornata. Al termine di questa umidissima 24h la GTR della Kokusai Kaihatsu Racing vince., ed alla fine le GTR F1 occupano anche la 3°,4°, 5° e 13° posizione. Per celebrare questo inaspettato risultato la McLaren costruirà cinque F1 GTR stradali, una per ogni esemplare che ha concluso questa fantastica gara.

Sotto al podio, unti come spogliarellisti e carichi di orgoglio, gli uomini McLaren possono finalmente rilassarsi brindando con una boccia di WD40.

WD40, che da quel giorno verrà considerato la “F1 GTR” dei lubrificanti.

Una lucidata ed è come nuova

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