peugeot 208 gti by peugeot sport vs 208 gti

- Batman Vs Robin -

”...del posteriore “allegrotto” delle vecchie Peugeot non c’è rimasto nulla più di un eco lontano: pur senza arrivare all’immobilismo di alcune concorrenti, se si guida “pulito” non cerca mai di sorpassare l’anteriore. Certo, se si entra in curva e si molla il gas la tendenza è quella di allargare, cosa buona e giusta, ma la percezione di anteriore largo e posteriore su ruotini delle vecchie auto transalpine non c’è. Intendiamoci, se proprio volete qualche sbandieratina la potete fare, ma non è più il fulcro dell’esperienza 208 GTI”

La Peugeot 208 GTI doveva segnare il ritorno in grande stile della Casa del Leone nel settore delle compatte sportive. Per qualche ragione, però, non ha avuto il successo che ci si aspettava. La Casa del Leone, forse per correre ai ripari, ne presentò anche una versione decisamente evoluta, la GTI By Peugeot Sport.

E’ giunto il momento di provarle entrambe…

18 luglio 2022
| scritto e pensato dalla mente malata di M.Carito | editato e corretto dal pensiero distorto di Gabry | Inquadrato, scattato, editato dalla mano mossa di Sebastian Iordache e Simone Bologna

La Peugeot 208 GTI ha molte carte in regola per poter essere considerata interessante. Primo: nonostante negli ultimi vent’anni la Casa del Leone abbia dilapidato parte della propria credibilità in questo campo, ha una solidissima tradizione nelle piccole furie a trazione anteriore. La 205 Rallye e GTI sono semplicemente dell’Olimpo di questa categoria, inutile negarlo, senza nominare la mitica 106. Secondo, la 208 GTI è stata sviluppata, quantomeno nelle dichiarazioni della Casa, proprio per rinverdire i fasti di un tempo. Per sottolineare questa buonissima intenzione hanno sparso nel design, qua e là, accenni di 205. Ma se stanno così le cose, perché la 208 GTI è rimasta un pochino nell’ombra delle concorrenti più agguerrite? Forse perché, a livello di dotazione tecnica, ha caratteristiche nella media, senza spiccare davvero in nulla a livello assoluto. E, diciamolo, non hanno aiutato le numerose rotture del motore THP, difetto in comune con Mini e DS3 coeva, dotate dello stesso problematico propulsore. Forse per questo, ad un certo punto, Peugeot ha deciso di calare l’asso: la serie limitata 208 GTI 30th Anniversary, poi diventata By Peugeot Sport. Stessi cavalli della GTI “normale”, quindi 208, ma, tra le altre cose, motore rivisto in lungo e in largo per aumentare la godibilità, freni Brembo con pinze anteriori a 4 pompanti, ciclistica rivista e differenziale autobloccante Torsen. Se non è questa un'ammissione di colpe, poco ci manca.

Abbiamo quindi preso una GTI “liscia” e una By Peugeot Sport e le abbiamo portate, a distanza di due giorni, esattamente sulle stesse strade. Oltre che testare la più agguerrita delle due, che chiameremo Batman per via della colorazione, avremo modo di provare la versione “normale”, che chiameremo Robin, tentando di capire cosa sia mancato e se la percezione di questo modello, a distanza di più di dieci anni, sia cambiata. Sì, lo so che è bianca e non c’entra molto con il vestito di Robin. D'altronde, conoscete un supereroe vestito di bianco? Super Sposa? Super Gelataio? E quindi, Robin sia. Salterò da un modello all’altro, per i focus sulle differenze, sperando di non incasinarmi tra supereroi…

Impressioni a ruote ferme

Il primo giorno di test avrò a disposizione la GTI Robin di Gabriele. E, in modo poco onesto (un po’ come portare la mela alla maestra il primo giorno di scuola) l’esemplare in questione si presenta super-nostalgico, toccando da subito le corde giuste del mio cuore boomer. Livrea bianca, gancio traino in stoffa, assetto rasoterra su cerchi Speedline bianchi: in pratica sembra di vedere una R2 senza sponsor. Sembra già giusta così, ma il proprietario ha pensato bene di spargere qua e là i fregi gialli-blu-rossi che una volta abbellivano le fiancate delle mitiche antenate 205 e 106 Rallye. Si parte col piede giustissimo.

La B.P.S. Batman di Andrea è tutta nera (Batman, che vi aspettavate?) e ho paura che nonostante i cerchi OZ da 18 pollici non possa competere con l’impatto emozionale della GTI Robin gusto anni ‘90, tipo Calippo alla Coca-Cola. Giro attorno alla Robin GTI alla ricerca del “feeling 205” tanto sventolato dai ragazzi di Parigi. Frontalmente la 208 è un po’ tozza, a causa delle leggi sull’impatto contro i pedoni, ma non è male per nulla. Ci pensano i fari accigliati, l’ampia bocca centrale e il lip inferiore a dare il giusto piglio al frontale, ma sono i passaruota allargati con un sottile codolino a dare quella marcia in più al progetto. Scopro solo dopo essermi emozionato che, in effetti, è praticamente lo stesso frontale delle 208 meno aggressive… La fiancata è quella che ha più rimandi all’antenata: la vetratura riprende lo stile della 205, così come la posizione del fregio “GTI” sul montante posteriore. E poi diciamolo: che figa è la sigla “GTI”? E’ quello che penso appena osservo il posteriore della 208: la scritta, rosso fuoco, svetta sul baule bianco impreziosito da quelle strepitose strisce tricolore. La 208 è arrotondata, direi femminile, non fosse per il doppio scarico, anch’esso molto anni ‘90 e il deciso spoiler. I fari a forma di muffole (per chi non lo sapesse, i guanti da neve da bambini) danno al posteriore lo stesso effetto dei fanali anteriori, quindi deciso e un po’ incazzuso.

A tutto questo va aggiunta l’aria “Andreucci - Andreussi” di questo esemplare. Insomma, funziona: la GTI è piacevole da vedere e i tocchi oldschool sono stati usati con gusto. La B.P.S. avrebbe qualche opportunità di giocarsela con questa GTI, sotto il profilo scenico, solo se fosse dotata della verniciatura bicolore “Coupe Franche”: una opzione che prevedeva frontale nero opaco e posteriore rosso rubino o blu metallizzato. La “nostra” è tutta nera metallizzata e questo la “normalizza” molto, anche se è un bel vedere. Esteticamente non si discosta dalla GTI e se non si fa attenzione ai dettagli si rischia di non riconoscerla. I dettagli, dicevamo: a parte il fregio “By Peugeot Sport” al posto di quello “GTI”, saltano subito all’occhio i cerchi in lega da 18 pollici (uno in più della sorellina) che nascondono l’impianto frenante maggiorato Brembo, con tanto di pinze a quattro pompanti all’anteriore. Queste modifiche, insieme all'allargamento delle carreggiate, varia la percezione visiva tra le due 208: la GTI è atletica, ma la B.P.S. sembra lo stesso atleta dopo 6 mesi di palestra ben fatta. D’altronde, Robin è fisicato, ma Batman ha pettorali così grossi da segnare l’armatura antiproiettile con i capezzoli. Fate voi.

Aperta la portiera della GTI pongo particolare attenzione ai sedili, così da poterli poi confrontare con quelli più profilati della By P.S.. Il modello montato sulla GTI comunque non sembra male, con fianchetti pronunciati e tocchi di rosso qua e là, come si conviene ad una compatta tutto pepe. Per la verità la prima cosa che cattura lo sguardo è il volante: è semplicemente minuscolo, tipo quelli dei simulatori casalinghi, sporge verso il guidatore quasi ci fosse un distanziale in stile rally e la corona è schiacciata nella parte inferiore. In Peugeot chiamano questa soluzione “i-Cockpit” e lo descrivono come “uno stile di guida ergonomico e innovativo”. Dovrebbe servire per sentire più il kart-feeling della vettura e sentirsi più connessi con essa.

Questo lo capiremo dopo, al momento posso solo dire che regala un colpo d'occhio particolare. La posizione di guida, già da fermo, suscita qualche perplessità. Il sedile è troppo alto e imbottito ed il volante è troppo in basso. Non solo, la parte superiore della corona è esattamente davanti alla strumentazione. Gabriele conferma: non sono io ad avere misure biometriche strane, è proprio fatta male di suo. Non si vede la strumentazione: invece che “i-Cockpit”, potevano chiamarlo “a i-Ntuito”, perché tocca guidare a sentimento. Peccato, perchè effettivamente la corona così piccola dà l'idea di qualcosa di gustoso da guidare, così come il pomello del cambio metallico (curiosamente, anch’esso a forma di muffola) e la pedaliera in metallo in stile racing. Quando metto le mani sulla B.P.S. di Andrea, qualche giorno dopo, muoio dalla curiosità di sapere se, con i sedili più profilati (e con qualche anno di proteste alle spalle, immagino), abbiano corretto la visibilità della strumentazione. Siete curiosi anche voi, vero? La risposta è… i-Nsomma. Partiamo col dire che i sedili della versione più hardcore sono decisamente più grintosi da vedere, con la forma dall’aria tosta, il buco per le cinture a quattro punti e la scritta “Peugeot Sport” che campeggia sul poggiatesta. Un bell’upgrade emozionale, ma come mai sono così spessi? Tiro giù tutto il sedile, guardo avanti e, devo dire, la situazione è migliorata. La posizione di guida non è ancora bassa come vorrei, speravo meglio, ma quantomeno riesco a intravedere tutta la parte centrale del contagiri e del tachimetro.

Come siano riusciti a farlo è un mistero, perchè il volante sembra lo stesso, ma hanno migliorato (non risolto) la situazione. Per il resto, l’interno della Batman è identico a quello della GTI: come lei si lascia andare solo per il filo rosso che attraversa tutto l’abitacolo, contornando con una striscia luminosa anche la strumentazione, ma per il resto è molto sobrio, scuro e composto. Comunque, si sta bene qua dentro. Che facciamo, andiamo?

Su strada

La GTI di Gabriele ha qualche leggera miglioria: assetto Bilstein B14 ritarato dalla nota officina Scalenghe (qua nel torinese), terminale di scarico “mutuato” da una 308 GTI e poco altro. Oggi ci troviamo su un percorso molto impegnativo, stretto, tortuoso e con molti cambi di pendenza: esattamente quello che ci vuole per una compatta che si fregia della sigla “GTI. So di aver scherzato molto sull’i-Cockpit, ma credo di aver capito perché Peugeot si sia lanciata alla ricerca di qualcosa che potesse far apparire immediatamente diversa l’esperienza 208. Diciamolo: le auto moderne si assomigliano (quasi) tutte, a livello percettivo. I motori turbo moderni, così come i servo elettronici e le tarature di tutti i comandi, vengono tarati in modo molto simile e finiscono per far assomigliare un po' tutte le auto. Volante di dimensioni ridotte a parte, è ciò che sto pensando mentre prendo confidenza con la GTI. Il motore è coppioso e, anche grazie al terminale, risponde con un suono grintoso e scoppiettante alle sollecitazioni del gas. L’accoppiata frizione\cambio funziona bene, così come lo sterzo, che è in linea con l'intorpidimento generale delle auto post-servoassistenza elettronica, ma non manca di piacevole reattività.

Non posso però negare ci sia una sorta di distacco generale, quasi abbiano rivestito tutti gli spigoli con le manine adesive che si comprano all’Ikea per non far sbattere la testa ai bambini. Ed è, anche questa, una classica sensazione da sportive moderne. Sulla B.P.S. è lo stesso, ma al tempo stesso c’è qualcosa di diverso che attraverso la scocca, i miei pantaloncini e la mia spina dorsale, risale dritto verso il mio ipotalamo. Il peso dei comandi e la generale impostazione è pressappoco la stessa ma la Batman, per via delle carreggiate allargate e della diversa taratura delle sospensioni, sembra rispondere con più decisione già a bassa velocità. E’ più tesa, vigile, reattiva. I sedili, a dispetto della faccia da duri, sono solo marginalmente più contenitivi di quelli della GTI. La colpa è della seduta, troppo larga: sul serio, per incastrarsi qua dentro ci va una 56 di pantaloni. L’unica parte che sembra abbastanza stretta da riuscire a trattenermi è il fianchetto, ma anche lui sembra cedere immediatamente alla pressione, in stile Capitan Schettino.

Sulla GTI Robin impari presto a tenere il THP tra i 3500 e i 5500 giri\minuto, limite oltre il quale è inutile insistere. La spinta c’è, così come la coppia, ma anche qua la GTI è un po’ trattenuta, a livello emozionale. L’erogazione è efficace ma lascia poco spazio allo sfogo viscerale ricercato dai Petrolhead più scatenati. Con mia somma gioia, il THP rivisto dai ragazzi di Peugeot Sport è molto diverso e non me lo sarei aspettato. A proposito di questo vorrei parlare direttamente a te, capo marketing della Peugeot in quel periodo: perchè non avete sottolineato meglio il lavoro fatto, nella Batman? Anche solo chiamarlo “THP 210”, tanto per far capire che c’è qualcosa di diverso sotto al cofano, avrebbe permesso alla massa distratta di approfondire. Perché, cari amici vicini e lontani, si tratta di una decisa evoluzione. La turbina, tanto per iniziare, è leggermente diversa, così come la linea di scarico con tanto di centrale diretto, il volano alleggerito e la mappa studiata ad hoc. Vedete che c’è del lavoro dietro? Ma, la prima volta che lo si spreme a dovere, è un’altra la modifica che appare immediatamente chiara: l’albero a camme lato aspirazione rivisto. Già, perché dove la GTI molla il colpo la B.P.S. spinge ancora con decisione, catapultando la lancetta rossa verso la tacca del “7”. Ora, come vi ho già raccontato, grazie all’i-Cockpit è un po’ difficoltoso controllare il contagiri ma credo ci siano almeno 1000 giri\minuto utili in più, che non è poco. Oltre questo, la risposta ai piccoli input dell’acceleratore della B.P.S. è molto più pronta e regolabile, meno “turbo”, creando così una texture di guida molto più profonda. Nonostante non abbia questi affinamenti, sulla GTI il ritmo non è affatto male, in particolare per quel che riguarda i cambi di direzione a velocità media: l’anteriore ha una bella riserva di aderenza ed il posteriore risulta sempre reattivo e pronto ad assecondare le richieste. Non è una francese old school, di quelle che partono in sovrasterzo da rilascio se per caso starnutisci nel momento sbagliato, anzi, il lavoro svolto tende alla scorrevolezza, più che all’essere una pazza scatenata. La frenata è buona, ma inizia ad affaticarsi nel momento stesso in cui inizia a sorgere un altro problema, che però non è da imputare alla GTI ma alle specifiche di questo esemplare. Tornante sinistro in discesa, inserisco frenando a fondo: la sospensione anteriore della ruota esterna inizia a “rimbalzare”, quasi l’ammortizzatore sia arrivato a fondo corsa. Prendo nota mentalmente di questo strano effetto e accelero in uscita. Proprio fuori dalle curve, man mano che si aumenta il ritmo, inizia a comparire qualche crepa nell’armatura della GTI, perché la trazione non è più sicura ma frammentata, quasi telegrafasse il limite raggiunto e lottasse per aggrapparsi all’asfalto. Pur cercando di guidare il più possibile pulito devo gestire il gas, pena sottosterzi sensibili e perdita di ritmo.

Ed è da questo punto in poi che la B.P.S. scava un profondo solco tra sé e la meno focalizzata GTI. Perchè, passi il motore più reattivo agli alti, passi la maggiore giocosità di base, ma in uscita di curva l’aggiunta del differenziale autobloccante Torsen cambia completamente le carte in tavola. E’ una qualità molto godibile all’uscita delle curve più strette, dove semplicemente si può affondare il gas e venire sparati fuori dalla curva, senza sprechi e senza sottosterzi. Ma, in tutta sincerità, è una serie di curve veloci consecutive, intervallate da piccoli rettilinei, a confermare che l’autobloccante Torsen dovrebbe essere "fornito dalla mutua" a tutti gli appassionati di guida. 3° marcia, parzializzo, inserisco e quando torno sul gas gli ingranaggi “mordono”, facendo chiudere la traiettoria alla 208 nera. Tutte le consecutive curve le gestisco con lo sterzo e con il gas, in una sorta di balletto, sensazione davvero gustosa. Non parlo di un tratto “a fuoco”, ma di un ritmo spedito andante, in cui si può usare, tramite il gas, il Torsen per regolare le traiettorie a piacere. E’ una potente sensazione di direzionalità che ispira tanta fiducia e il bisogno urgente di sapere cosa sa fare la B.P.S. quando la metti davvero sotto pressione. Semplicemente, si può dar fondo, in fase di traiettoria e uscita di curva, a tutte le “voglie” che vi possono venire con una trazione anteriore. Oltre questo, dove la GTI inizia ad allungare la frenata, la B.P.S. continua a frenare con costanza e decisione: a livello di potenza massima non percepisco una enorme differenza tra i due modelli, ma l’impianto Brembo riesce a mantenere il bite anche dopo diversi chilometri, oltre ad avere una corsa del pedale più corta.

Tutto il lavoro dei ragazzi Peugeot permette alla B.P.S. di essere più coesa ed a suo agio quando si spinge, facendola apparire come un'attività “supportata” e non “sopportata”, come percepito oltre un certo ritmo sulla GTI. Posso dire che ne vale sicuramente la pena, nel caso vogliate una 208 pepata, di puntare ad una B.P.S. Il motore, a dispetto della stessa potenza massima dichiarata, ha una fascia di potenza più ampia senza rinunciare alla coppia ai bassi, caratteristica che aumenta le opzioni di guida e non obbliga ad usare troppo il cambio a 6 rapporti, che non è un fenomeno di velocità. Come già detto, del posteriore “allegrotto” delle vecchie Peugeot non resta che un eco lontano: pur senza arrivare all’immobilismo di alcune concorrenti (Opel Corsa OPC Nurburging? Ecco la nostra prova) se si guida “pulito” non cerca mai di sorpassare l’anteriore. Certo, se si entra in curva e si molla il gas la tendenza è quella di allargare con decisione, cosa buona e giusta, ma la percezione di anteriore largo e posteriore su ruotini delle vecchie auto transalpine non c’è. Intendiamoci, se proprio volete qualche sbandieratina la potete fare, ma non è più il fulcro dell’esperienza Peugeot, non è più la tecnica da dominare se si vuole andare davvero forte. Forse anche per questo, nell’esperienza 208 GTI, sia nella Robin che nella Batman la cosa che inizia a mancarmi è una spiccata personalità con cui confrontarsi. Mi spiego. Sarà che nell’ultimo periodo ho testato diverse compatte sportive, sarà il caldo o la boomeraggine che avanza, ma soffro sempre di più quella ampia zona di sovrapposizione tra tanti modelli diversi di cui si parlava all’inizio dell’articolo. Lo sterzo, ad esempio: i-Cockpit o meno, è bilanciato per essere diretto e coerente a livello di rapporto rotazione\sterzata ma poi, chissà perchè, è come se in Peugeot avessero tagliato tutte le vibrazioni di bassa e media intensità, lasciando solo quelle più forti. Entri in una curva, vedi che l’asfalto è increspato, il tuo cervello ti avvisa di stringere il volante, ma nulla: la 208 “trema” un po’ sugli appoggi ma il volante resta fermo, immobile. Questo va bene sulla 3008 Hybrid da famiglia, ma su una compatta sportiva no, perchè con la stessa "accetta" taglia anche la sensazione di carico sull’anteriore, la primissima sensazione di sottosterzo e tutte quelle vibrazioni di fondo che rendono memorabile il rapporto uomo-macchina. Prima che i più morti dentro di voi inizino a dire “eh ma il pubblico ora vuole questo”, queste vibrazioni, queste caratteristiche di guida spiccate e questa personalità decisa sono esattamente ciò che un’auto di incredibile successo come la GR Yaris (qua la nostra prova) ha riportato fuori con prepotenza. Tornando al doppio test di oggi, quello che la B.P.S. fa benissimo, in fin dei conti, è tentare di scalfire parte di questi filtri e aggiungere un tocco di tecnicità e capacità pura alla ricetta GTI. Ovviamente il Torsen è la modifica più riuscita, così tanto che quando inizia a lavorare strappa la cappa di omertà dello sterzo e si fa sentire con leggeri colpetti sulla corona dello sterzo. Ora, sono un po’ in difficoltà. La B.P.S. si è innalzata fino a questo punto e, a parte le mie rimostranze sulla comunicazione, non posso dire che il ritmo o le capacità della 208 più estrema siano di basso livello. Anzi, Batman sembra perfettamente a suo agio anche quando il telaio, bombardato da forze, inizia a regalare un sovrasterzo qua, una scivolata sulle quattro ruote là, un piccolo sottosterzo in ingresso: tutto può essere affrontato senza paura d'esser lanciati tra i boschi. Il ritmo è alto, come spesso accade con le moderne compatte: potenza giusta, tanta aderenza, sospensioni ben sviluppate e tanta coppia, nulla da dire. Eppure…

Considerazioni finali

E’ chiaro che la 208, sia GTI che B.P.S., è una buona auto. Certo, hanno livelli “massimi” differenti, ma entrambe funzionano bene, si fanno guardare e contengono qualche scintilla delle care vecchie bare con le ruote dei tempi che furono, che non fa mai male. C’è anche una certa accuratezza tecnica, decisamente più palese nella B.P.S., ma comunque senza la buona base di partenza della GTI non si sarebbe arrivati al risultato della Batman. Eppure, dicevo prima, c’è qualcosa, a livello di… filigrana, di capacità di creare ricordi e di piantare bandiere di memorabilità nella testa del guidatore che mi è mancato. E’ difficile capire cosa sia, tanto che sono arrivato alla conclusione che sia un po’ tutto l’insieme a non toccare nel profondo le mie corde. Sono sicuro che a molti la GTI piacerebbe da morire, mentre la B.P.S. in alcuni frangenti si dimostra persino all’altezza delle voglie più hardcore. Per me, sono entrambe troppo "politically correct".

D’altronde, è molto più memorabile Joker che Batman, e lui di questioni politicamente scorrette se ne intende...

Andrea, Gabriele, grazie mille per averci prestato le vostre auto. E’ stato molto divertente e istruttivo poterle confrontare una dietro l’altra, una grande possibilità. Grazie!

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