- ultima rs

ma quanto sono bbritish? -

Cosa succede quando un amore incestuoso tra un telaio british e un motore americano si fondono? Nasce un figlio indemoniato, ossia la Ultima RS. Grazie a un mix letale di linee eterne, prestazioni da ictus e purezza meccanica, questa belva si candida come una “instant classic” della madonna.

17 settembre 2021 | scritto e pensato dalla mente malata di A. Volza |

La mistica Ultima RS è infatti il fiore all’occhiello dell’omonima factory britannica, la Ultima Sports, con sede a Hinckley (sì, esatto, c’entra con le Triumph) nel Leicestershire. Un luogo degno del pellegrinaggio di ogni petrolhead che si rispetti, dato che l’anglia contrada ospita quei <<garagisti>> (tipo Ariel, per fare un nome a casissimo) come li chiamerebbe il Drake, che sanno perfettamente come rendere bagnati i sogni di ogni smanettone.

A ogni modo, la Ultima Sports viene fondata nel 1992, da due menti, ossia Ted e Richard Marlow, desiderose di creare la loro idea di sportiva senza compromessi. Partono dalla Ultima Mk3, che era stata ancora prodotta sotto l’ala di Lee Noble, dotata del non così entusiasmante PRV V6. Per capirci, era finito sotto alla Volvo 264, la classica berlina scatolosa e scandalosa esteticamente.

I nostri eroi decidono che i V8 di origine Chevrolet sono perfetti per motorizzare la loro creatura. E così già nel 2005 l’Ultima GTR inizia a montare un V8 small block, precisamente LS1, rendendola un mezzo mostruosamente veloce ma adatto solo ai veri manici.

Ora che la storiella è finita, badiamo alla nostra RS. Alla base di tutto c’è la stessa filosofia del “less is more” del caro Colin Chapman.

Quindi si prendono dei bei tubi di acciaio “market leading torsional rigidity” e se lo dicono loro, ci fidiamo. A questi viene unita una roll cage da ben 45mm di diametro (anche lei top di gamma, state tranquilli) che sennò il telaio si piega sotto le bordate dei V8.

Ecco, a proposito dei motori, alla Ultima sono così carini che ti fanno persino scegliere quello che preferisci. La variante (non è la delta, almeno stavolta) “base” è un mansueto V8 Chevy LT1 da 485 puledrini pure omologato Euro 6. Così scamperete alle ire di Greta. Ma dato che qui siamo tutti sboroni, vorremmo almeno un LT4 da 650 cv, se non addirittura er mejo assoluto: LT5, supercharged, da 800 cavalli.

Però l’ LT5 può anche essere “rivisto” per sprigionare la bellezza di 1200 cavalli. Su 930 kg a secco…

Diciamo che c’è una macchina attorno a questo motore…

Dal punto di vista estetico, ricorda molto le Gruppo C degli anni ‘80/90. Però l’apparente semplicità delle linee cela un meticoloso lavoro alla galleria del vento MIRA, anch’essa in UK. Tutto fatto in casa insomma. I flap laterali generano deportanza assieme allo spoiler, che è fissato direttamente al telaio per reggere elevati livelli di downforce. Sopra alle ruote, le branchie aiutano a estrarre aria calda e pulire il flusso d’aria sull’auto.

Del resto, con 1200 cavalli, vorrai mica creare un’aerodinamica sballata no? A essa dà un enorme contributo l’ala posteriore, a collo di cigno, pensata per scaricare la deportanza in modo più efficace (cioè farti uscire gli organi nei curvoni veloci).

Persino le sospensioni sono state rifatte per l’occasione, create appositamente per la RS e dotate, a richiesta, del kit per il sollevamento dell’anteriore sui dossi. Addirittura può disporre di Bluetooth e navigatore!

Perfetto per andare a fare aperitivo

Tuttavia, resta un’auto nuda e cruda, pensata solo per distruggere i record sul giro e mandare all’altro mondo gli incapaci al volante. Non a caso monta, fieramente in quest’epoca di elettrodomestici su ruote, una cosa chiamata CAMBIO MANUALE. Un roccioso comando di derivazione Porsche 996. Ah e scordatevi qualsivoglia forma di aiutini elettronici. Volendo, però, potreste rimediare coi santini di Padre Pio.

Dulcis in fundo, volendo la si può ricevere in scatola di montaggio al prezzo di una umile Bmw M3. C’è la possibilità di averla “turn-key ready” ma dev’essere fatto un ordine speciale.

L’Ultima RS è forse una delle ultime auto analogiche, una specie in via d’estinzione. La sua semplicità, così rude ma traboccante di passione, la rende un monumento alla vera passione automobilistica.

Sarà davvero l’ultima? Ai posteri l’ardua sentenza…

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