toyota GR Yaris

- l’auto che tutti aspettavamo, anche se non lo sapevamo -

C’era una volta il Rally Gruppo A e le sorelle stradali di quelle auto: bombate, cattive, teppiste, caratteraccio. Bei tempi... Oh, ma tu guarda un po': la Toyota GR Yaris è bombata, cattiva con quell’aria di libertà vigilata…

04 dicembre 2020 | scritto e pensato dalla mente malata di M.Carito | editato e corretto dal pensiero distorto di Gabry

Quanto erano belli gli anni ’90. Dopo l’eccesso degli anni ’80, c’era una sorta di sincerità dilagante in ogni campo. La Nazionale Italiana aveva un centravanti con l’aspetto dell’operaio metalmeccanico a fine turno, ma segnava valanghe di gol e ci illudeva che anche noi potessimo farlo. Nei cartoni animati quando c’era qualcosa da chiarire si vedeva il sangue volare e, se si trattava di un certo Ken il guerriero, si vedeva anche la gente esplodere. Sabrina Salerno ci faceva buttare via diottrie come coriandoli a Carnevale. Ok, questa cosa non è cambiata, in effetti. Dai, vi ricordate la serie Tv “Hercules”? La ricetta era questa: prendere un palestrato, fargli tagliare i capelli dal parrucchiere della Carrà e via, il telefilm fantasy è servito. Insomma, era tutto molto schietto, “pane al pane e vino a vino”, non c’era bisogno di trucchi esasperati per emozionarci e per appassionarci. Nel mondo delle auto era più o meno lo stesso. Vuoi un’auto da goderti sulle strade? Semplice. Guardi il mondiale Rally, categoria “Gruppo A” (o, a seconda dei gusti, il Mondiale Turismo), scegli la bestia che più fa al caso tuo, vai in concessionario e la acquisti. Dal mondo dei rally alla strada c’era una linea di discendenza diretta, un travaso di tecnologia tra competizioni e strada. Perché? Beh, per correre e vincere nel campionato WRC le case automobilistiche sviluppavano, coadiuvati dagli stessi piloti, vetture stradali con specifiche tecniche "racing" come base perfetta per le vetture da corsa. Risultato? Gare memorabili, piloti mitici e vetture stradali incredibili come la Mitsubishi Lancer Evolution, la Subaru Impreza (rigorosamente blu con cerchi oro), la Toyota Celica GT-Four, la Ford Escort Cosworth, la Nissan Sunny GTR e ovviamente la Lancia Delta Evoluzione.

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Adesso che abbiamo elencato queste mitiche vetture, torniamo al Mondiale Rally del 2020 e guardiamo le concorrenti. Sono letteralmente delle F1 da ghiaia ma non hanno nessuna somiglianza con le rispettive versioni stradali. Prendiamo in esempio la Hyundai i20 WRC? La sua versione stradale sportiva è la "N", seppur interessante, è a trazione anteriore e non assomiglia per nulla alla i20 ipertrofica da corsa. Idem per la Ford Fiesta e lasciamo perdere la Toyota Yaris. L’unica emozione che può regalare la Yaris in versione stradale è subire un tamponamento al semaforo.

Hyundai I20 WRC: la F1 da campagna.
Hyundai I20N: se la si guarda da centro metri al buio è uguale uguale alla WRC.

Questo succede perché da un lato i moderni regolamenti del WRC permettono modifiche estreme, portando di fatto alla costruzione di prototipi da corsa lontanissimi da qualsiasi versione stradale. Dall’altro, l’utente medio probabilmente non gradirebbe l'eccessiva rudezza di una vettura stradale così “cattiva” da farne un'efficace versione da corsa. E poi raga, come ci si scatta un selfie se la macchina vibra, sbraita e scalcia? Ora, so che ho ucciso anche il più piccolo barlume di speranza per il genere umano, ma c’è uno spiraglio di luce che viene proprio da Toyota e dalla tristissima Yaris. Il fatto che sia stata proprio Toyota a regalarci una gioia non deve stupire: la casa ha una lunghissima storia nel Rally. Vi ricordate vero le Toyota Celica GT Four che vincono a cavallo degli anno ’90 con piloti del calibro di Carlos Sainz? E vi ricordate la “genialata” della restrizione della turbina “scorrevole” per avere 40/50 cavalli in più che portò alla squalifica della Celica nel 1995? Magari una volta ne parliamo…

La Celica col “trucchetto”: va talmente forte da venire mossa pure in foto

Toyota sfiora un altro titolo, nel 1998, con la fighissima Corolla WRC e sempre con Carlos Sainz. Finì maluccio: mentre gli speaker urlano già il nome del nuovo campione del mondo, il motore del pilota spagnolo si distrugge e si inchioda a 300 metri dalla fine dell’ultima prova speciale, lasciando la vittoria alla Mitsu EVO di Makinen, che si era già ritirato e viene a sapere di essere campione in albergo.

Sainz che accarezza con i piedi la Corolla WRC che l’ha appena lasciato a piedi facendogli perdere il campionato mondiale del 1998.

Ma torniamo a noi: la speranza moderna si chiama GR Yaris, ed è fresca fresca di arrivo sul mercato mondiale. Cosa ha pensato Toyota? Dunque, appurato che il WRC non può “partorire” vetture stradali, i giapponesi vestiti di bianco e rosso si sono letti per bene il regolamento della categoria inferiore, il WRC2. Detta così potrebbe sembrare che stiamo per parlare di una Yaris con un motore un po’ più grosso e magari due sedili profilati: ed invece no. Perché il reparto sportivo di Toyota, la Gazoo Racing, non è composto di gente pettinata e risvoltinata, ma da gente che mangia la bistecca di soia con coltello e chiavi inglesi.

Questi sono ragazzi che hanno realizzato auto feroci per tutte le competizioni che vi possano venire in mente. Parliamo soltanto del 2020, per far prima. Rally-Dakar? 2° posto con la GR Hilux e altri 4 equipaggi nei primi 10 posti. 24h di LeMans? Vittoria assoluta con la GR Toyota TS050 Hybrid, così come nel 2019 e nel 2018. Mondiale Endurance? Vinto. WRC? Non è ancora finito il campionato, ma al momento il team Toyota Gazoo Racing è 2° nel mondiale costruttori. L’anno prima hanno vinto il titolo piloti con Tanak, nel caso ve lo steste chiedendo, a bordo della Yaris WRC. Tornando alla strada, hanno anche realizzato la GR Supra: so che state pensando “eh ma sotto sotto c’è la BMW Z4”. E avete ragione, ma per me è un ulteriore medaglia al petto dei ragazzi della GR: fatela voi un’auto così convincente partendo da una cabrio da mocassino&aperitivo. Ah, ovviamente l’hanno fatta correre per la categoria GT4.

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Non dimentichiamo poi che a capo di Toyota c’è un giapponese atipico, Akio Toyoda. Si, si chiama così, ma non l’hanno preso per assonanza con il marchio. Come ve lo immaginate un presidente giapponese di 64 anni? Posato, serio, attento agli investimenti, leggermente represso? Non vi immaginate uno che va alle conferenze con il cappellino della GR Racing, che salta sugli sterrati a bordo della Yaris WRC e che prova, tuta e casco indosso, ogni singola vettura sportiva per dire la propria vero? Invece è così: Akio vuole che Toyota, tramite GR, costruisca auto capaci in senso assoluto perché SA che radici deve avere un’auto desiderabile.

Akio Toyoda, il classico presidente giapponese 64enne no?

Distillando tutto questo materiale umano nel 2016 la GR inizia a lavorare al progetto di una Yaris “speciale”, con l’obiettivo di uscita a mercato nel tardo 2020 per partecipare al WRC2 2021. Il fatto che nel nome ci sia “GR” prima di Yaris è significativo: questa auto è più “Gazoo Racing” che Yaris. Ok, la base di partenza è quella della Yaris. Vi dò la ricetta: prendete un telaio e lo tagliate in due, buttate la parte posteriore nel cassonetto del ferro e riprogettate l’anteriore. Per la parte posteriore create ex-novo una struttura per l’ulizzo di sospensioni multi-link che possa adottare la trazione integrale.

Questo è esattamente quello che ha fatto il team GR. Una volta assemblato il "telaio Frankenstein" lo realizzano in acciaio ad alta resistenza utilizzando il carbonio (prima volta per Toyota) per le zone di irrigidimento superiori e per gli attacchi delle sospensioni.

Intercooler ne abbiamo?

Sotto il cofano anteriore trova posto un 3 cilindri turbocompresso tutto nuovo. Può sembrare una scelta particolare, ma sfrutta appieno il regolamento WRC2 2021 che permette la partecipazione anche ad auto con meno di 4 cilindri. Con un cilindro in meno il motore è più leggero, può essere montato in posizione molto arretrata e può essere raffreddato meglio. Il motore è sviluppato appositamente per questa vettura: 1618cc di pura rabbia specializzata. La turbina stessa è montata in blocco con il collettore per minimizzare il turbo-lag e massimizzare la violenza. Quanta violenza? 261cv a circa 6000 giri e 360Nm di coppia tra 3000 e 4600 giri. Insomma, il miglior 3 cilindri per potenza, coppia e peso. Aggiungiamo poi una trazione integrale VERA (GR-Four, anche a voi ricorda qualcosa?) comandata da una frizione a dischi multipli e due differenziali meccanici Torsen, uno per ogni assale, così non litigano. Finito questo ci vuole una carrozzeria ad hoc: se i fanali anteriori e posteriori sono i classici fanali "Yaris della nonna", praticamente tutto il resto è cambiato: cofano, porte, portellone e appendici sono in acciaio, mentre il tetto è in carbonio, ottenendo un peso di 1250kg circa. Le carreggiate sono 60 mm più larghe di una normale Yaris, mentre la linea del tetto, più bassa (10cm in meno!) e inclinata verso il posteriore, aiuta l’aerodinamica e abbassa il baricentro della vettura. Cerchi da 18 pollici forgiati da BBS, freni a disco con pinze anteriori a quattro pompanti e posteriori a due e cambio MANUALE a 6 rapporti. Tre i settaggi di guida: Normal, (60/40 tra anteriore e posteriore), Track (50/50) e quello che probabilmente diventerà il preferito di tutti, Sport, che spara il 70% del ben di Dio prodotto dal motore alle ruote posteriori. Drift mode? A cosa serve?

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Noi di Ruggine non abbiamo ancora messo le mani su questa vettura, ma non vi nascondo che è probabilmente l’auto che più di tutte mi toglie il sonno nel 2020. Ci sono alcuni dettagli che ci fanno capire che quest’auto è stata pensata e realizzata da gente che ha bene in testa il concetto di goduria. Volete un esempio? Quando viene attivato in movimento il freno a mano (con al classica LEVA) l’elettronica stacca la frizione in modo da poter ridare la massima potenza una volta che si ritorna sul gas. Traduzione: in Toyota&Toyoda (sembra una marca di saponette) hanno sviluppato un’auto pensando ai tornanti fatti con un colpetto di freno a mano in entrata ed il gas a cannone in uscita. Ho reso l’idea?

La Toyota ha deciso di costruirne tante quante il mercato ne potrà assorbire; speriamo tantissime. Al momento, in Italia, la GR Yaris costa 39.900€ ed è proposta in un unico allestimento, full optional. Sembra molto per una compatta sportiva, ma vi dico una cosa. Quest’auto non è una compatta sportiva, è una sportiva compatta: come dire Yaris GR o GR Yaris. E’ un’auto costruita sviluppando e progettando ogni singola componente per ottenere il massimo, senza alcuna restrizione per essere competitiva nelle competizioni. Come negli anni ’90. Brava Toyota (Toyoda?): spero che le altre case ti seguano a ruota, regalandoci di nuovo delle sportive di razza bombate, maleducate, che istigano al godersi la strada. Ah, pare che la GR stia pensando ad una versione “hardcore” della GR Yaris…

una GR Yaris ancora più tosta mentre viene testa al ‘Ring. Quanto vale un rene?

“Ne voglio una. Ne voglio una. Ne voglio una…”.

Beh, scusatemi, lo devo dire: “Che auto Gazoota!

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