- MA! E’ quella della Lola!

gardner-douglas gd 70 -

“...insomma, state perdendo il gusto di sudare al volante, perchè ok il conto in banca gonfio, ma sotto sotto un appassionato di guida vero resta prima di tutto un appassionato di sfide con se stesso.

Ora, fermo restando che comunque vi invidio e se voleste dare un piccolo contributo per il consiglio che sto per darvi è ben accetto, ecco, ho trovato la soluzione che fa per voi.

Una veloce, brutale e irragionevole Lola T70.”

08 luglio 2021 | scritto e pensato dalla mente malata di M.Carito | editato e corretto dal pensiero distorto di Gabry

Mettiamo caso che siate ricchi, ma ricchi veri, di quelli che di preciso non sanno bene quanto. Siete anche appassionati di auto e, anche qua, appassionati veri, quindi volete prestazioni, goduria e velocità, non quelle menate da denti d’oro ed interni leopardati da rapper. Insomma, siete i tipi che usano i SUV come cuccia per gli alani (com’è giusto che sia tra l'altro). In nome di questa passione, possedete ed avete provato ogni supercar, hypercar o superminchiacar presente sul mercato. Eppure nulla, siete ancora annoiati al limite della frustrazione. Annoiati da auto sempre più veloci e prestazionali che vi relegano sempre più al ruolo di comparsa, di trasportato, più che di pilota. Perchè, diciamocelo, dentro l’ultima megasportiva che avete comprato si sentono chiaramente i microchip che fanno i calcoli e stabiliscono quando è ora di riportarti a casa sano e salvo, ti mettono la copertina quando inizi a sudare e ti portano l’acqua appena hai un po’ la gola secca. Come una mamma che recupera il figlioletto che sta per arrivare in cima all’albero dopo tanta fatica e invece no, vieni qua che se cadi ti sbucci le ginocchia...Insomma, state perdendo il gusto di sudare al volante, perchè ok il conto in banca gonfio, ma sotto sotto un appassionato di guida vero resta prima di tutto un appassionato di sfide con se stesso.

Ora, fermo restando che comunque vi invidio e se voleste dare un piccolo contributo per il consiglio che sto per darvi è ben accetto, ho trovato la soluzione che fa per voi: Una veloce, brutale e irragionevole Lola T70.

Quella davanti alla GT40...Proprio lei, la Lola T70

Posso sentire i vostri insulti da qua. No, non vi sto proponendo di comprare un’auto storica del valore di un'isola caraibica per poi andarci a fare i cretini dietro casa. Non sono (forse) così irragionevole.

No, vi sto dicendo di comprare una Lola T70 nuova di pacca, nella fattispecie quella ricostruita da quei mattacchioni della Gardner Douglas e si, con lei andarci a fare i cretini. Vi spiego. La Gardner Douglas di Grantham (UK) dal 1990 è una delle aziende più famose tra chi cerca una replica di AC Cobra. Le vetture che escono dai loro cancelli, chiamate MK3 e MK4 a seconda dell’allestimento, sono alcune delle repliche più fedeli e meglio costruite che possiate acquistare. Dei veri e propri gioielli. Abbiamo guidato una AC Cobra semi originale e vi assicuro che l’esperienza è stata assolutamente incredibile, da restarci trasognanti e mezzi rinco per settimane (qua trovate la nostra prova). Ma, anche se sembra impossibile, i ragazzi della G&D hanno saputo fare qualcosa di ancora più epico. Come? Semplice, costruendo e migliorando una replica di quella bestia da competizione che risponde al nome di Lola T70: la GD (vi lascio immaginare la sigla per cosa sta) T70.

Brutta eh?

Facciamo un piccolo ripassino: la Lola T70 è un’auto da competizione nata dalla mente geniale e vagamente tendente alla follia di Eric Broadley, progettista inglese classe 1928. Tira fuori, negli anni ‘50 e ‘60, una serie di auto sportive costruite in vetroresina e dotate di motore V8. Una di questa vetture, la Lola MK VI GT, ispira la GT40 e spaventa sul suolo americano l'allora dominante Scuderia Ferrari. Sono soddisfazioni ed il nostro eroe decide che il campionato CANAM è esattamente quello che ci vuole per la propria creatura, ormai diventata un vero mostro: cosa c’è di meglio che un bel campionato senza alcun limite di cilindrata o potenza? Et voilà, nasce la Lola T70: telaio monoscocca in acciaio e alluminio, filante carrozzeria aperta in vetroresina, sospensioni a doppi bracci indipendenti, quattro freni a disco, 850 kg di peso, passo di 2,40mt e per muovere questo peso piuma un gigantesco V8 da 5,9 litri con la bellezza di 550 cv. La vettura esordisce nel 1964, dimostrandosi subito spaventosamente veloce e un po’ fragile (accoppiata perfetta eh?) ma con l’aiuto del Campione di F1 (e di testicoli di ghisa) John Surtees nel 1966 si porta a casa il titolo alla faccia di Bruce Mclaren, di Porsche e di tutti gli altri.

Surtees sulla Lola

Negli anni successivi Lola tenta anche l’assalto anche alle maggiori corse endurance, ma la T70 è più forte che resistente e quindi non arriva mai una vittoria. Ovunque, però, impressiona per l’incredibile velocità e l’assoluta maneggevolezza. Una delle più grandi dimostrazioni di rapporto peso/follia mai creata dall'uomo. E, tornando ai nostri amici della Gardner Douglas, una delle tentazioni più irresistibili che il team potesse avere: riuscite ad immaginare cosa voglia dire guidare su strada una T70 migliorata da gomme, lubrificanti, freni e benzina moderni? No? Beh, in Gardner Douglas si ed a me sembra un’idea strepitosa.

Quindi, caro il mio miliardario annoiato, ecco cosa ti aspetta. La GD T70 è, esteticamente, una replica esatta della vettura da cui deriva ed in effetti quando hai una linea del genere non c’è nulla da ritoccare. Le sospensioni, costruite con metalli di derivazione aereonautica, sono di tipo “double wishborne”, un perfezionamento delle originali montate a metà degli anni ‘60. Il tutto, ovviamente, è completamente regolabile, come su una vettura da competizione. Quale, in effetti, è la GD T70. Differenziale autobloccante, freni AP Racing, cambio manuale con schema "ad H" a 5 o 6 rapporti, no ABS e niente piagnucoloni, per favore. A seconda del motore installato il peso oscilla tra gli 800 e i 950 kg, quindi meno degli schermi e relativi cavi all’interno di una qualsiasi sportiva moderna…

minimal, solo ciò che serve per andare molto forte.
la forma della violenza? eccola

Ecco, il motore: parliamone. Anche nel 1964 la T70 era studiata per accogliere diversi motori e questa creazione moderna segue la stessa filosofia. I motori sono tutti General Motors, come da tradizione, ma ovviamente sono nuovi di pacca. Mettiamola così: potete andare forte forte, grazie ad un 6.2 litri V8 LS3 da 520 cv, oppure potete distorcere lo spazio tempo, arrivando alla fine di ogni rettilineo nella metà del tempo di quanto vi aspettate, chiedendo un 7.0 litri LS7 da 600 cv. Ah, quest’ultima opzione è la “base”, per quel che riguarda il motore LS7, perchè con una “completa messa a punto” potreste avere a disposizione, sotto il piede destro e senza alcun controllo, qualcosa come 700 cv. Facciamo due calcoli veloci: 900 kg di peso diviso 700 cv = 1,28 kg/cv. Se volete avere due numeri in più, eccoli: 0-100km/h in 2,6 secondi e 305 km/h di velocità massima e una ripresa, potete giurarci, istantanea. Se siete rimasti delusi, il motivo è che questi sono i dati riferiti alla configurazione “base” da 520 cv. Per quella da 700cv non ci sono dati a disposizione perchè non è mai stata cronometrata…

La vorrei anche se avesse un bicilindrico da 31 cv...

Ora, immagino alcuni di voi nel bel mezzo di una contrattazione per vendere un rene al mercato nero fermarsi e pensare: “Ok, ma nemmeno un tetto sopra la testa? Che senza rene uno è anche più cagionevole...” Ecco, la GD ha pensato anche a voi, tirando fuori la GD T70 Moda. Nome male male, lo so, ma che ne dite di una versione con tanto di tetto e una linea ancora più strepitosa, replica delle T70 “chiuse” studiate per le gare endurance? Ora non avete scusanti, potete procedere e vendere il rene, tanto ne avete due.

E se voi ricconi vi annoiate anche così fatevi legare sul muso di un EFA Eurofighter, non so che dirvi.

per i viziatelli ecco la “Moda”
che cu...posteriore.

Anzi, due cose ve le posso ancora dire. Primo: se la GD T70 è ancora troppo tranquilla per voi fatevi vedere da uno bravo bravo. La seconda è che il papà della Lola T70, Eric Broadley, quando smise con le competizioni creò una società di ingegneria motorsport. Partecipò tra le altre cose nella Indycar Series (con successo) ed in F1. Ma ciò che ha fatto negli ultimi anni della propria vita (purtroppo ci ha lasciati nel 2017) è stato riportare in vita il suo vero amore, la T70. Anzi, una versione migliorata: la Broadley T76. Zero targhe, carrozzeria chiusa come la MK3 B da Le Mans, motore a carburatori costruito a mano su specifiche degli anni ‘60, 527 cv per 840 kg di peso. Questa è un’auto nata per competizioni che sono fuorilegge da 50 anni: solo l’ultimo saluto di un uomo al proprio sogno. Un’auto talmente “reale” e congrua con gli anni ‘60 da essere accettata nelle gare destinate alle vetture storiche: una delle esperienze più pure che un appassionato possa sperare di provare. Ovunque tu sia, caro Eric, sono sicuro che stai spaventando tutti montado grossi V8 sotto carrozzerie strepitose. E voi, cari miliardari, potreste non sapere più, mai più, cos’è la noia.

Il canto del cigno, la Broadley T76.
la faccia di uno che non è mai annoiato. Eric Broadley.

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