cyan P1800

- “Il Santo” protettore di noi malati -

Il mercato delle restomod è esploso definitivamente. Per fortuna, aggiungerei: sono auto costruite per lanciare sul guidatore emozioni come si fa con i coriandoli a Carnevale. Proprio per questo, spesso, hanno sostituito le supercar nei desideri degli appassionati. Ora, con le forme di una vecchia 911, di una Ferrari d’epoca o di un’Alfa Romeo è semplice, ma con una Volvo?

Ecco la P1800 CYAN: ditemi, prima di oggi avete mai desiderato un’altra Volvo? E perchè proprio una T5R?

28 gennaio 2021 | scritto e pensato dalla mente malata di M.Carito | editato e corretto dal pensiero distorto di Gabry

Diciamolo: l’avvento delle restomod ha dato una boccata d'ossigeno (e di benzina incombusta) a tutti gli appassionati, da tempo orfani di vetture che non siano semplici elettrodomestici. Chi ha chiesto: “Cosa sono le restomod..?

Ok, per farla breve: si definiscono “Restomod” quelle auto che vengono restaurate (resto) e nel contempo modernizzate (mod) per aumentare le prestazioni, eliminare difetti dinamici o progettuali. Per sommi capi, prendere un auto vintage e renderla migliore sotto ogni aspetto tecnico per essere utilizzabile oggi nella vita di tutti i giorni. Ora, so che alcuni puristi leggendo queste poche righe hanno già le bolle, ma permettetemi: i risultati sono semplicemente eccezionali. Anzi, vi dico di più: mi imbarzottiscono (accademia della Crusca, arrivo!) di più le restomod dell’ennesima hypercar da 1000 cv, che nel mondo reale è utilizzabile come un fucile a pallettoni per uccidere le zanzare. Le restomod uniscono l’estetica immortale delle auto di una volta con componenti tecnici di rilievo e, cosa ancora più importante, forniscono un’esperienza di guida assolutamente pura, essenziale a analogica. Sono auto che si guidano per il puro piacere di farlo e che lanciano sul fortunato possessore feedback, sensazioni ed emozioni come si fa con i coriandoli a Carnevale.

So che tutti conoscete le creazioni di Singer, Alfaholics e MotoTecnique, ma siate sinceri: avete mai pensato che una Volvo potesse diventare una restomod? No? Beh, è arrivato il momento di iniziare a pensarci, perchè la CYAN RACING ha presentato la P1800 CYAN. I ragazzi che stanno dietro a questa creazione non sono propriamente degli sprovveduti. Il Team di lavoro con a capo Christian Dahl ha creato in passato la “Polestar”, azienda che studia e sperimenta eventuali sviluppi sportivi delle Volvo. L’hanno fatto con risultati talmente evidenti che la Volvo stessa, nel 2015, si è comprata la Polestar, per farne un ramo ufficiale della Casa. Ok, direte voi, ora con i soldi di Volvo il buon Christian passerà le giornate a pescare e mangiare salmone. Ed invece no, il buon Dahle ha un’altra azienda, la CYAN Racing, con cui porta in pista le Volvo da Turismo dal 1996. 17 Titoli Scandinavi e 6 Titoli Mondiali, così, per dire.

WTCR 2019
V8 Superstar 2015
ETCC 2001

Siamo nel 2017 e nella sede della CYAN Racing si sta festeggiando l’ennesimo titolo appena conquistato, il Mondiale TC1 con la S60. Birra a fiumi, immagino, perchè l’idea che viene al Team guardando un motore da corsa smontato è quella di lanciarsi in qualcosa di diverso: una restomod. Ma su che Volvo del passato montare un 1600cc turbo 4 cilindri da corsa? Ora, le Volvo sono famose per la robustezza e per aver creato alcune tra le prime station wagon ad alte prestazioni (T5R, tanta roba…) ma sicuramente non per le forme arrotondate e piacevoli dei loro prodotti. Per farla breve: chi disegnava le Volvo ha poi trovato lavoro all’Ikea, per dire. Ma Dahle ama veramente le Volvo e ha già in mente su cosa installare la bestiaccia: una P1800 dei primi anni ‘60, una delle poche coupé Volvo del passato. Un vettura talmente bella e particolare da essere persino la protagonista, negli anni ‘60, della serie Tv “Il Santo” con Roger Moore. Ha anche il merito di essere una delle poche Volvo a non essere stata disegnata con la squadretta ed il righello, tra l’altro. Ok, tempo di smaltire la sbronza e si parte.

Va che bell’uomo Moore!
il motore di quella dietro su quella davanti. Semplice no?

Il motore viene addolcito un po’, portato a 2000 cc di cilindrata e reso utilizzabile anche da chi non gira con tuta e casco. Sempre che si possa definire “addolcito” un 2.0lt da 420 cv a 7000 giri\minuto e con 455 Nm a 6000 giri\minuto. La trasmissione che dovrà cercare di dare un senso a tutto questo è una Hollinger a 5 rapporti, manuale, ovviamente.

Ci sta benissimo
Bella eh?

Mentre i tecnici si occupano di motore e cambio, il resto del team prende la P1800, la taglia di 20 centimetri e la allarga di 5. Poi si allontana, la guarda, fa spallucce e ricostruisce ogni singolo pannello della carrozzeria in carbonio, così, per non lasciare le cose a metà. Le sospensioni originali della P1800 vengono lanciate nella raccolta materiali ferrosi e vengono disegnate delle sospensioni indipendenti anteriori e posteriori a doppio quadrilatero alto, completamente regolabili. Cerchi da 18 pollici forgiati a serraggio centrale e impianto frenante fornito dalla AP Racing. Una volta messo assieme il tutto, la rifiniscono con interni fatti su misura e montano un bel rollbar in titanio. Risultato: 990 kg per 420 cv alla ruota.

Cromata&veloce
E bravi gli svedesi...
Un bel posto dove stare
Inserire qua i gettoni per la giostra…
Si, voglio una Volvo.

Fin’ora vi ho detto quello che c’è, ma su auto come questa è altrettanto importante quello che non c’è. Abs? Cos’è, una malattia? Controllo della trazione? No, c’è il differenziale autobloccante e fattelo bastare. Vabbè, il servofreno? Ma figurati, hai un bellissimo quadricipite in dotazione, usalo. Queste mancanze urlano al fortunato proprietario che la P1800 è fatta per essere guidata sul serio, che ogni singola conquista nella guida se la dovrà sudare interfacciandosi con l’auto per imparare a sfruttarla nel modo migliore. Si tratta non solo di gestire la connessione uomo/macchina, ma anche macchina/strada, perché di sicurezza elettronica il guidatore deve anche impegnarsi nella lettura in tempo reale delle condizioni della strada, se non vuole vedere da vicino le condizioni dei platani locali. E’ questo ritorno alle origini il motivo alla base dell’esplosione del mercato delle restomod, oltre che per l’accecante bellezza artigianale di questi prodotti. Il ritorno alla passione per la Guida e per le auto vere, un ritorno a quando ancora nelle pubblicità delle auto si parlava di prestazioni e non di fari più intelligenti del guidatore stesso.

Ecco l’unica rete di sicurezza: freni...
...e sospensioni perfette
Si, voglio una Volvo.

Insomma, il ritorno del pilota al centro dell’auto. Ma la vettura partorita dalla Cyan Racing è un tipo diverso di mix tra nuovo e vecchio. Il perchè è tutto nella storia stessa della Cyan Racing: le competizioni. Nella P1800 questo know-how è stato installato in una carrozzeria strepitosa e poi la tecnologia stessa è stata “umanizzata” nelle aree di maggior connessione uomo\macchina. Immaginate ingegneri e progettisti di vetture da competizione, quindi tesi solo alla massima efficienza, lavorare su alcuni settori solo per renderli piacevoli da usare. Volete degli esempi? Il cambio manuale è stato tarato in modo che l’azione sia più meccanica del dovuto, per il semplice piacere di godersi la sensazione attraverso il pomello e sentire un “clack” ogni volta che la cambiata va a segno. I freni hanno una taratura “maschia” per rendere l’azione sui medesimi più fisica e trasformare la frenata una parte integrante del processo di apprendimento. Lo sterzo ed il servosterzo sono stati resi meno “perfetti”, lasciando filtrare un po’ di vibrazioni ed il maggior afflusso di feedback possibili. Il motore è stato affinato per avere un preciso regime in cui entra in coppia, a circa 6000 giri\minuto, in modo che l’accelerazione sia il più possibile elettrizzante e al tempo stesso, per un turbo, fluida ai regimi intermedi. E’ come se al pilota di un moderno caccia fosse stata restituita parte della connessione con il mezzo, limitando il controllo elettronico del velivolo, solo per il gusto di farlo volare con le proprie mani.

Così, sulla vostra strada preferita

Quanto costa tutto questo? Tra i 430 ed i 500 MILA euro. Ma non è questo il punto: il punto è che le restomod sono un successo dilagante perché toccano le corde giuste. Perchè, anche se a noi appassionati una moderna supersportiva come una Lamborghini od una Ferrari possono sembrare il massimo dell’emozione alla guida, in realtà sono schiave dei propri numeri: troppo potenti per essere gestite solo dall’uomo alla guida. Sono auto troppo complesse, troppo prestazionali, pesanti e servoassistite per permettere a chiunque di utilizzarle su chiunque. Questa accessibilità le rende lontane da un’esperienza di guida immersiva e pura. Ed è qui che entrano in gioco le restomod: più belle, più personali, con più stile ed, in definitiva, auto con cui stabilire una relazione d’amore duratura. Se pensate che siano cose “da fricchettoni”, considerate che Porsche è tornata sui propri passi, reinserendo a richiesta il cambio manuale sulle proprie GT3 e GT4, su input dei propri clienti. Clienti che, per l’appunto, trovavano noioso e poco immersivo il pur velocissimo doppia frizione PDK. Il perchè è semplice: guidare, per gente come noi, deve essere un piacere sensoriale. Guidare velocemente un impegno che ripaga se hai la giusta capacità.


Per chi vuole solo andare forte, a discapito di tutto il resto, beh, RyanAir ha delle ottime tariffe...

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