- BMW M(AH) 1000 RR -

Io che sono cresciuto negli anni ‘90, sono stato abituato per anni alle moto con lo scarico laterale che sembrava un “cannone da artiglieria pesante”. Ma Il tempo passa e sono cambiate tante cose negli ultimi 30 anni. Anche la BMW presenta la sua nuova supersportiva ed il fascino è sempre uguale. Io, però, resto più “saggio” e “croccante”...

07 gennaio 2020 | scritto e pensato dalla mente malata di Baffo | editato e corretto dal pensiero distorto di Gabry

Oggi ho deciso di buttare un occhio al mondo delle moto, ormai stufo di vedere auto nuove tutte uguali tra loro che usano piattaforme uguali e stufo di sentir parlare di elettrico e ibrido. Il mondo delle due ruote, è un mondo molto diverso ed estremamente variegato rispetto alle auto, almeno per me che non sono un centauro ma un semplice appassionato di gare sportive (MotoGP e SBK). C’è una casa in particolare che è sia automobilistica che motociclistica ed è la BMW. In particolare, una lettera dell’ecosistema BMW rappresenta l’anello di congiunzione tra le 2 e 4 ruote: la “M”. Infatti, è stata presentata da poco la nuova BMW M 1000 RR, la sportiva estrema della casa bavarese.

Perchè “estrema”? Per via dei materiali utilizzati, per gli affinamenti meccanici ed elettronici impiegati e per il focus dedicato alla parte aerodinamica. Ma andiamo per ordine.

Per capire cosa offre il mercato motociclistico, il campionato di riferimento è senza dubbio il World Superbike Championship (o SBK per gli appassionati). Nel 2019 la Ducati presenta la Panigale V4 mentre Honda nel 2020 presenta la CBR 1000 RR-R. Entrambe le sportive presentano concetti nuovi soprattutto sull’aerodinamica. Insieme all’Aprilia RSV4, sono i nuovi riferimenti di mercato tra le supersportive (argomento che magari tratteremo più approfonditamente), per via di materiali utilizzati che permettono di contenere il peso ed una potenza motrice esagerata. La BMW ha voluto seguire la stessa strada dei concorrenti, tirando fuori una S 1000 RR “pompata” di steroidi. Per questo ha sostituito la “S” con la “M”. La prima particolarità sono le “ali” fisse che adesso sono piazzate sulla carena anteriore dopo il forcellone ed aiutano a tenere la ruota davanti incollata a terra. Questo sistema genera una forza di spinta verticale che va da un minimo di 0.5 kg a 50 km/h a 16,3 kg a 300 km/h.

Alette (non di pollo) aerodinamiche in carbonio
La forma delle alette è studiata per massimizzare il carico aerodinamico

Ma le chicche non finiscono qui. Il motore, ad esempio, eroga la bellezza di 212 cv (5 cavalli in più della versione “baracca”) grazie ad un lavoro maniacale nella camera di combustione che è stata completamente rivista. Mi sono chiesto: perché complicarsi la vita e rivedere la camera di combustione? Per far lavorare meglio la fasatura variabile ovviamente.

Provo a spiegarmi meglio: i pistoni sono stati ridisegnati ed alleggeriti, le bielle sono ora in titanio come le valvole di aspirazione e lo scarico, i bilancieri alleggeriti anch’essi e gli alberi a camme sono stati ottimizzati. A tutto questo va aggiunto il motore a fasatura variabile (shift cam), che viene gestito da una centralina che imposta la fasatura migliore in base alle informazioni che riceve dalla moto. Risultato? Molta più spinta e accelerazione da 6000 a 9000 giri, con un allungo fino a 15100 giri, Un po’ come quando sbatti il mignolino contro il comò al mattino e ululi per mezz’ora con tutti i santi annessi. Da buoni ingegneri tedeschi, quelli della BMW hanno sistemato il motore inclinato di 32° per una migliore distribuzione del peso sul telaio (a doppia trave in alluminio), contenendo il peso complessivo a 192 kg (5 kg in meno rispetto alla versione S). Il resto è invariato rispetto alla versione “baracca” con forcellone anteriore a steli rovesciati interamente regolabile ed un monoammortizzatore posteriore collegato ad un forcellone regolabile (e niente elettronica). Ah dimenticavo! Ruote, parafanghi e raccordo tra sella e copriserbatoio sono in carbonio! Anche la parte elettronica, come tutto il resto, è stata rimaneggiata per poter offrire una personalizzazione maggiore. La faccio breve, esistono 3 mappature “Race Pro” che intervengono su vari parametri come la risposta del gas, ABS, Traction Control (DTC), freno motore, sistema anti impennata e Dynamic Brake Control (DBC). Praticamente devi essere un nerd per guidarla. A richiesta ti forniscono anche il tutorial su come regolare i settaggi. Ovviamente non manca il Cruise Control, utile per evitare di correre troppo in pista e non prendere multe. Manopole riscaldate, così se decidi di andare sulla neve puoi anche non indossare i guanti. Nelle malaugurata ipotesi ti dovessi bloccare in salita, ad esempio alla “Eau rouge” del circuito di Spa Francorchamps, non ci sono problemi. Arriva in tuo aiuto il sistema “hill start control pro” (l’aiuto per la partenza in salita).

Ok, quindi questo è il top di gamma BMW? Invece no, manca ancora il pacchetto “M competition” che include parti fresate con inciso il logo “M”, parti in carbonio specifiche “M”, un forcellone più leggero di 220 grammi , la catena M endurance (sulla quale non è prevista manutenzione), ed un codice per sbloccare il laptrigger M-GPS (praticamente il cronometro per il tempo sul giro). Solo con questa configurazione, potete dire di avere davvero il top di BMW Motorrad. Il tutto alla modica cifra di….l’equivalente di due (DUE) BMW S 1000 RR!

Ne vale la spesa? Ai posteri l’ardua sentenza!

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